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Il restocking

Il miglioramento della disponibilità alimentare del territorio è uno degli obiettivi cardine della proposta approvata. Questa criticità sarà affrontata grazie alla creazione di una rete di punti di alimentazione che garantiscano, oltre alla disponibilità quantitativa di alimenti, anche la salubrità delle carcasse dal punto di vista tossicologico. A tal fine, oltre ai due carnai previsti all’interno delle aree gestite dall’Ente Foreste della Sardegna (SIC ITB013042 “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta Giglio” e ITB020041 “Entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marrargiu e Porto Tangone), è prevista la creazione di una rete di “carnai aziendali” (ca. quaranta) che verranno attivati grazie alla collaborazione di allevatori e proprietari di terreni ricadenti nell’area di progetto.

Sulla base di esperienze consolidate già operanti in altri contesti europei ed italiani (LIFE07 NAT/IT/000436 - ANTIDOTO) verrà costituito, a cura della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Sassari e del Corpo Forestale e V. A., un nucleo cinofilo antiveleno (NCA) che opererà nell’area del progetto.

Un aspetto importante della strategia per la conservazione di questa specie, sarà dedicato alla capillare sensibilizzazione e divulgazione di informazioni, per far comprendere l’importanza di queste specie all’interno di un ecosistema ed accrescere il livello di consapevolezza del pericolo ambientale legato all’uso delle esche avvelenate.

Per consentire una rapida ripresa demografica della popolazione sarda di avvoltoi grifoni, è già attiva la collaborazione con la Fondazione internazionale VCF (Vulture Conservation Foundation) che in Europa si è già occupata della reintroduzione di vulturidi in diverse aree del Continente come nel caso del Gipeto nell’arco alpino, dell’Avvoltoio monaco nelle Cevennes e nelle Baronnie francesi e dello stesso Grifone nell’area dei Balcani. In particolare, nell’ambito della collaborazione con la VCF, è previsto un programma di restocking (ripopolamento nel Parco Regionale di Porto Conte) con 60 giovani individui provenienti dalla Spagna. Sempre in stretta collaborazione con la VCF questi avvoltoi saranno costantemente monitorati grazie al ricorso di tecnologia satellitare.

Il Centro recupero della fauna selvatica (CARFS) di Bonassai svolgerà un ruolo centrale nella gestione del progetto, pertanto è previsto il potenziamento delle strutture e delle attrezzature destinate alla cura e riabilitazione dei grandi vulturidi.

La fruizione turistica dell’area di presenza di questo vulturide è di grande importanza, anche dal punto di vista della più generale sensibilizzazione. Pertanto verranno realizzati, all’interno delle aree gestite dall’Ente Foreste della Sardegna, alcuni sentieri per la fruizione sostenibile e consapevole del territorio, dotati di pannelli informativi che spiegano al visitatore dove vedere gli animali e come comportarsi al fine di evitare il disturbo. Inoltre presso il Comune di Bosa e nel centro visite di Prigionette-Porto Conte saranno predisposti angoli informativi e per la distribuzione di materiale divulgativo.